Arturo Moya Villen

 

Dar la voz negada

Riflessione sulla possibilità dell’esistenza della propria voce partendo dalla voce dell’altro, e come tale alterità è al tempo dirompente e rivitalizzante. La performance si struttura sui partecipanti, i quali danno voce al performer: il proprio dire come dire dell’altro. Questa apertura primordiale, come una frattura dell’io, permette di rendere visibili aspetti nascosti delle voci, impegnate con i loro processi endogeni di costruzione di significato.


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